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martedì 20 giugno 2017

Nikon Coolpix W300: prezzi e disponibilità della nuova compatta impermeabile e resistente a tutto

Impermeabile e super resistentela Nikon Coolpix W300 è ideale per chi è alla ricerca di avventure ed è in grado di immortalare momenti divertenti in piscina, la bellezza di una sessione di snorkeling o addirittura registrare le immersioni
Grazie a questa fotocameraè possibile riprendere panorami dal sedile posteriore di una jeep o filmare l'azione sulle piste da sci; la connettività SnapBridge, inoltre, consente di condividere con facilità qualsiasi avventura proprio mentre la si sta vivendo.


Caratteristiche principali:

- Impermeabile fino a 30 m senza custodia, resistente all'urto da altezze fino a 2,4m, al gelo fino a -10°C e alla polvere
Sensore CMOS 16MP retroilluminato sensibile e luminoso obiettivo f/2.8 con zoom ottico 5x
- Dynamic Fine Zoom 10x, per avvicinarsi molto di più all'azione, raddoppiando la potenza dello zoom
Sequenze video 4K/UHD 30p o Full HD (1080p) sulla terraferma o sott'acqua
Veloce autofocus ed eccezionale sistema di stabilizzazione ottica Nikon VR ibrida a 5 assi, per riprese dinamiche, stabili e precise, sulla terraferma o sott'acqua
- GPS/GLONASS/QZS, per geolocalizzare gli scatti e documentare i viaggi con facilità
Comoda impugnatura ed ampio monitor
- SnapBridge, per sincronizzare le foto con uno smartdevice durante le riprese o per utilizzarlo per inquadrare e scattare in remoto
- Colori disponibili: black, yellow, orange e camouflage

Prezzo suggerito al pubblico: 459,00 Euro

Giugno 2017


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Apre la mostra fotografica Grow/Conserve, dal 22 giugno fino al 14 settembre a Bologna, presso la prestigiosa Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo.

Syngenta Photography Award: a bologna una mostra fotografica PER RIFLETTERE SUL FUTURO DEL NOSTRO PIANETA

In esposizione le immagini vincitrici della terza edizione del concorso fotografico dedicato alla contrapposizione "Grow/Conserve" fra sviluppo economico e salvaguardia delle risorse naturali

Dal 22 giugno al 14 settembre con ingresso gratuito presso Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Milano, 20 giugno 2017 – Dopo essere stata esposta a Londra presso la prestigiosa Somerset House dal 9 al 28 marzo, arriva a Bologna la mostra fotografica itinerante "Grow/Conserve", che vede protagoniste le immagini vincitrici dell'ultima edizione del Syngenta Photography Award, il contest internazionale ideato nel 2012 da Syngenta con l'obiettivo di favorire il confronto su tematiche globali importanti e creare una piattaforma che esplori questioni di rilevanza mondiale attraverso la potenza delle immagini.
Dopo la cerimonia di premiazione dei vincitori del contest e la successiva esposizione londinese, l'Italia è stata scelta come primo Paese ospitante della mostra itinerante: le immagini di maggiore impatto del Syngenta Photography Award, infatti, sono state in mostra all'interno del Savoia Hotel Regency durante i lavori del G7 Ambiente, tenutosi a Bologna dall'11 al 12 giugno scorsi, e sempre nel capoluogo emiliano saranno esposte al pubblico gratuitamente dal 22 giugno al 14 settembre presso Casa Saraceni, per la cui concessione degli spazi si ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
L'esposizione intende in questo modo portare avanti idealmente i temi ispiratori del G7 Ambiente e contribuire a mantenere viva la sensibilità dei visitatori rispetto a queste tematiche così rilevanti per il futuro della popolazione mondiale, testimoniando l'impegno e la necessità di una crescita sostenibile del Pianeta.

La terza edizione del contest fotografico, aperto a fotografi professionisti e amatoriali, è dedicata al dualismo "Grow/Conserve", ossia la contrapposizione fra crescita e conservazione delle risorse, tema esplorato in modo unico e personale attraverso gli scatti dei partecipanti. 

Tutte le fotografie esposte, infatti, hanno la capacità di descrivere alla perfezione la grande sfida di far coesistere sviluppo e uso sostenibile delle risorse secondo differenti punti di vista e ambiti: vivibilità delle città, salute e benessere, sviluppo sostenibile, conflitti e cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, cultura e comunità, ripensamento dell'uso delle risorse, urbanizzazione e difesa delle aree destinate alle attività agricole.

"Abbiamo scelto l'Italia e Bologna per la prima tappa della mostra itinerante "Grow/Conserve" – sottolinea Luigi Radaelli, AD di Syngenta Italianon solo perché abbiamo avuto il grande onore di partecipare con l'esposizione al G7 Ambiente, ma anche in segno di vicinanza nei confronti di un territorio al quale siamo molto legati. 
Dal 2014 abbiamo infatti acquisito la proprietà, insieme a Fondazione Carisbo, di PSB – Società Produttori Sementi, storica azienda sementiera bolognese il cui avanzatissimo centro di ricerca rappresenta oggi un motivo d'orgoglio per Syngenta. Ci auguriamo che la mostra possa rappresentare in questi mesi un'attrattiva in più –conclude Radaelli – per una città ricchissima di bellezze artistiche e culturali".

Il Syngenta Photography Award torna quindi in Italia dopo il grande successo di pubblico della precedente edizione, dedicata alla contrapposizione "Scarcity/Waste" fra spreco e scarsità di risorse, che ha girato il mondo per due anni ed è stata esposta in alcune delle più prestigiose location internazionali. 

Nel nostro Paese, la mostra ha fatto tappa in tre occasioni: nel 2015 a Milano, in piazza Gae Aulenti, durante il semestre di Expo, nel 2016 al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona e, infine, fra gennaio e febbraio 2017 presso Eataly Roma Ostiense.

Yan Wang – Primo premio per l'edizione Grow/Conserve

La vincitrice della categoria Professional Commission è l'artista e fotografa sino-britannica Yan Wang Preston.

Yan Wang Preston è stata scelta da una giuria internazionale presieduta dallo scrittore e fotografo William A. Ewing. 
In risposta al tema di quest'anno "Crescere/Conservare", il suo progetto a lungo termine denominato "Forest" approfondisce il rapporto tra urbanizzazione e natura, in particolare in relazione alle foreste urbane della Cina. 
I conflitti tra la rapida crescita delle nostre città e la protezione degli ecosistemi esistenti è una tematica centrale del progetto. 
Preston si è aggiudicata un premio in contanti pari a 15.000 dollari e fino a 25.000 dollari per realizzare il proprio progetto. 
La commissione le permetterà di ampliare e completare il progetto che interessa in particolare le attività silvicole nella Cina continentale.
Il vincitore dell'Open Competitition è invece il fotografo irlandese di Dublino Kenneth O'Halloran.

Per maggiori informazioni sul contest e per prendere visione della versione digitale della mostra Grow- Conserve: 
http://growconserve.syngentaphoto.com/


Informazioni sulla mostra:
Syngenta Photography Award -  Grow Conserve

Sede
Casa Saraceni - via Farini, 15 – Bologna
Ingresso gratuito
Apertura:  da giovedì 22 giugno a giovedì 14 settembre
Orari di apertura al pubblico:
lunedì chiuso
da martedì a venerdì: dalle 15,30 alle 18,30
sabato e domenica: dalle 10,30 18,30




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domenica 18 giugno 2017

Nikon 100th anniversary Guinnes.s World Record: realizzata la fotocamera umana più grande al mondo per festeggiare il centenario!


NIKON: è WORLD GUINESS RECORD!!!


Torino, 18 giugno 2017 – È stato realizzato ieri presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi (To) il Guinness World Record dedicato ai 100 anni di Nikon: oltre 1000 persone hanno composto la fotocamera umana più grande al mondo!

Dotati di maglietta e cappello dei colori assegnati, tutti coloro che hanno risposto alla call to action di Nital S.p.A. iscrivendosi sul sito, si sono disposti su un'area di quasi 400 mq in modo da creare una grande reflex Nikon, come dimostrano le strepitose immagini riprese dall'alto.

A certificare il record un giudice del Guinness World Record, che ha decretato che l'ambizioso traguardo è stato raggiunto.

L'iniziativa, ideata e organizzata da Nital, distributore ufficiale in Italia da oltre 25 anni dei prodotti Nikon, rientra tra le celebrazioni per il centenario del mitico marchio fotografico nipponico: un evento unico che entrerà nella storia, proprio come Nikon che, grazie alla sua tecnologia, da 100 anni continua a essere sempre un passo avanti per offrire prima degli altri gli strumenti giusti per vivere e rivivere ogni momento e ogni emozione con una qualità d'immagine unica e differente.

Nikon è un'icona a livello mondiale: in 100 anni di storia sono tante le macchine fotografiche che sono state una pietra miliare della fotografia! 

È stata l'interprete principale di film simbolo della storia del cinema, da "Blow Up" a "I ponti di Madison County", di avventure spaziali e di reportage che hanno documentato tratti salienti della storia dell'ultimo secolo.




A livello tecnologico, come non ricordare la mitica Nikon F e il suo celebre attacco a baionetta per le ottiche e il 100% dell'inquadratura del campo ripreso, o la Nikon F3, prima fotocamera con l'esposimetro incorporato, un'icona per tutti gli appassionati, oppure la Nikonos RS, la prima reflex completamente anfibia. In epoca più recente la D90 nel 2008 ha segnato una vera e propria svolta, perché è stata la prima reflex capace di registrare filmati, mentre la Nikon 1 AW1 è stata la prima fotocamera digitale a ottiche intercambiabili completamente subacquea.

giovedì 15 giugno 2017

TAOBUK FESTIVAL: mostra fotografica "L'inchiostro e lo sguardo": scatti di Giulio Bollati e Inge Feltrinelli. Taormina, 25 giugno/30 luglio 2017

L'INCHIOSTRO E LO SGUARDO
Immagini di due testimoni del 900

MOSTRA FOTOGRAFICA

Palazzo dei Duchi di Santo Stefano - Taormina

25 giugno - 30 luglio


Giulio Bollati e Inge Feltrinelli. Due vite che hanno seguito un bizzarro percorso perpendicolare per incontrarsi, alla fine, in un Paese malridotto dalla guerra, bisognoso di "cure culturali" e – forse ancora di più – di padri spirituali. Parmense di nascita, torinese per indole (o destino) e assunto alla Einaudi nel 1949, Bollati si trovò ai vertici nel momento forse più splendente della casa editrice, quello costellato da nomi come Calvino o Vittorini. Inge Feltrinelli, nata a Gottinga, in Germania, a Milano ci arrivò nel 1960, quando la casa editrice che avrebbe guidato assieme al marito Giangiacomo aveva già fatto conoscere al mondo Il Dottor Zivago di Boris Pasternak e, di lì a due anni, avrebbe pubblicato Il Tamburo di latta di Günter Grass. Sia l'uno che l'altra (a proprio modo) hanno guidato l'Italia in un processo di maturità storica non facile. 

La stessa Einaudi (che Pavese definiva un posto dove regna una «concordia discorde») ne è un esempio: i rapporti con il Partito Comunista, l'egemonia culturale, la condivisione delle scelte a dispetto della durezza del primo fondatore, Giulio Einaudi, erano tutti nodi che rispecchiavano la coscienza della classe dirigente italiana. Che indirizzo dare alla cultura nel secondo Dopoguerra? Come scegliere temi e persone in un Paese in cui, appena qualche anno prima, le divisioni ideologiche avevano dilaniato borghi, città, coscienze, famiglie, amori? Ecco, si aveva bisogno di padri. E di figli ben disposti.

In questo senso, sia Bollati che Inge Feltrinelli sono stati dei "padri". Spiriti guida in un momento in cui la cultura rappresentava il nodo più delicato, stretto tra ideologia e comunicazione di massa, accademia e televisione, alto e basso. Inoltre, forse non è casuale il fatto che entrambi si siano ritrovati anche su un altro pianeta e la simbologia astrofisica è voluta: sia per Giulio che per Inge la fotografia è stata ed è un universo a parte, un campo di ricerca nel quale diventare altro da sé, un po' alieni. La mostra L'inchiostro e lo sguardo, ospitata nel Palazzo dei Duchi di Santo Stefano di Taormina fino al 30 luglio, in occasione di Taobuk 2017, propone un centinaio di foto scattate da Bollati e da Feltrinelli proprio in quell'epoca (anche se con alcune estensioni temporali) e vuole essere un'indagine visiva di quel processo di filiazione. 

L'immagine di Hemingway abbandonato sul pavimento, simile a un dio pagano addormentato nell'ebbrezza; lo sguardo un po' infantile di Giorgio Manganelli che esce da una salumeria di paese; il sorriso guascone di Elio Vittorini che Bollati fotografò in canottiera. È il romanzo della cultura che si raccontava in déshabillé, nel tono informale con il quale il papà porta il figlio al parco al sabato.

Che ritragga Picasso, Chagall o Anna Magnani, Feltrinelli coglie quello che Capa chiamava "The decisive moment": un sorriso disimpegnato, un gesto noncurante, una smorfia che connota il personaggio. E lo stesso fa Bollati: le famose scampagnate di gruppo a Dogliani, nelle quali si discuteva di Gombrich o Marx tra un panino alla mortadella e un bicchiere di vino frizzante, ci restituiscono il lavoro culturale nella sua forma più atipica (atipica per quell'epoca, prima ancora che i settimanali e la televisione ci rendessero simpatici gli intellettuali). C'è Calvino che si guarda le mani, ci sono Natalia Ginzburg e Giulio Einaudi colti nella stessa espressione con la mano appoggiata alla guancia, c'è Primo Levi che tenta di concentrarsi su chissà cosa. E ancora Spriano, Ponchiroli, un giovane Ernesto Ferrero. 

Espressioni rubate, come "rubata" fu la foto che Inge Feltrinelli scattò a Greta Garbo ferma a un semaforo (foto i cui proventi della vendita le permisero di vivere qualche giorno di più a New York). Quella che invece fece a Fidel Castro fu un'alchimia di casualità e tenacia, condivisa con il marito Giangiacomo: entrambi raggiunsero il rivoluzionario a Cuba ma lui non si fece vedere per giorni, finché decisero di trascorrere una mattina al mare. Ebbene, lui andò da loro proprio quella mattina.

In questa paternità di sguardi, indirizzi e semine culturali, si ritrova un grande romanzo italiano. Di quell'Italia che, poco alla volta, faceva i conti con i padri.

La mostra è curata da Roberta Scorranese, Antonella Ferrara, Giuseppe Stagnitta, Nicolaj Pennestri


Info mostra: 
https://www.taobuk.it/exhibit/mostra-bollati-feltrinelli/


mercoledì 14 giugno 2017

Nikon 100th anniversary. Al via i festeggiamenti italiani con un record mondiale: sabato 17 giugno Nital realizzerà a Stupinigi (Torino) una fotocamera da Guinness World Record!

Entrano nel vivo i festeggiamenti per i 100 anni di Nikon con la realizzazione della fotocamera umana più grande al mondo!

Nital, distributore ufficiale in Italia da oltre 25 anni dei prodotti Nikon, ha organizzato, oltre a concorsi fotografici ed iniziative di vario genere, un evento unico per celebrare il centenario del mitico marchio fotografico nipponico.

Sabato 17 giugno si realizzerà il Guinness World Record che rimarrà negli annali della storia: oltre 1100 persone creeranno la fotocamera umana più grande al mondo e tutti sono chiamati a partecipare alla realizzazione di questo Guinness World Record ed entrare nella storia con Nikon. È sufficiente iscriversi a questo link www.nikonclub.it/evento100anni per celebrare insieme l'importante traguardo.

L'appuntamento è quindi per sabato 17 giugno presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, vicino a Torino, una delle più belle e prestigiose location in Italia circondata da un meraviglioso e ampio parco dove si potrà realizzare il Guinness.

Il Guinness rientra nel vasto programma di eventi che celebrano il centenario, che prevede ben 3 concorsi con tantissimi premi in palio, la partecipazione a importanti eventi di respiro nazionale e altre iniziative.

Manca quindi poco meno di un mese all'evento che porterà Nikon sul tetto del mondo, un evento che entrerà nella storia proprio come Nikon, che, grazie alla sua tecnologia, da 100 anni continua a essere sempre un passo avanti per offrire prima degli altri gli strumenti giusti per vivere e rivivere ogni momento e ogni emozione con una qualità d'immagine unica e differente.

Nikon è un'icona a livello mondiale: in 100 anni di storia sono tante le macchine fotografiche che sono state una pietra miliare della fotografia! È stata l'interprete principale di film simbolo della storia del cinema, da "Blow Up" a "I ponti di Madison County", di avventure spaziali e di reportage che hanno documentato tratti salienti della storia dell'ultimo secolo.

A livello tecnologico, come non ricordare la mitica Nikon F e il suo celebre attacco a baionetta per le ottiche e il 100% dell'inquadratura del campo ripreso, o la Nikon F3, prima fotocamera con l'esposimetro incorporato, un'icona per tutti gli appassionati, oppure la Nikonos RS, la prima reflex completamente anfibia. In epoca più recente la D90 nel 2008 ha segnato una vera e propria svolta, perché è stata la prima reflex capace di registrare filmati, mentre la Nikon 1 AW1 è stata la prima fotocamera digitale a ottiche intercambiabili completamente subacquea.


I primati di Nikon
Il 25 luglio 2017 Nikon compie 100 anni. Un secolo di fotografia, un secolo di innovazioni e di primati che hanno portato l'azienda sul tetto del mondo.

Anno
Modello
La prima al mondo a…
1957
Nikon SP
…offrire un mirino universale in grado di supportare ben sei obiettivi intercambiabili e, quindi, sei lunghezze focali 28, 35, 5, 85, 105, 135mm
1959
Nikon F
…offrire il 100% dell'inquadratura del campo ripreso
1967
Nikon F Photomic TN
…offrire un sistema di misurazione esposimetrico ponderata al centro, ovvero che, pur considerando l'intera scena, dà maggiore priorità alla zona centrale
1980
Nikon F3
…offrire l'esposimetro incorporato nel corpo macchina
1982
Nikon FM2
…offrire un tempo di posa di 1/4.000 sec.
1983
Nikon FE2
…offrire la velocità di sincronizzazione del flash di 1/250 sec.
1983
Nikon FA
…essere una reflex con sistema di misurazione della luce Matrix
1988
Nikon F801
...offrire un tempo di posa di 1/8.000 sec.
1988
Nikon F4
…offrire il sensore di misurazione della luce Matrix posizionato verticalmente
1992
Nikonos RS
…essere una reflex completamente anfibia
1992
Nikon F90
…offrire un sistema di misurazione della luce Matrix 3D, oltre alla lettura media-ponderata e quella spot. Inoltre, ad essere collegabile ad un computer
1996
Nikon F5
…offrire un sensore di misurazione esposimetrica RGB con 1005 pixel
1999
Nikon D1
…offrire il controllo integrato del metering, del bilanciamento del bianco e della compensazione tonale
2000
Nikon F80
…offrire un display Area AF a luminosità variabile
2003
Nikon D2H
…offrire la possibilità di trasmissione delle immagini direttamente dalla fotocamera
2008
Nikon D60
…offrire il sistema di pulizia del sensore integrato
2008
Nikon D90
…essere una reflex capace di registrare filmati
2013
Nikon 1 AW1
…essere una fotocamera digitale a ottiche intercambiabili completamente subacquea

giovedì 8 giugno 2017

CORSO POLONIA: mostre FOTOGRAFIE SULLA VISTOLA e NELLA CITTÀ DI KAZIMIERZ DOLNY (Istituto Polacco di Roma)


2017 - Anno del Fiume Vistola

CORSO POLONIA 2017
15° Festival della Cultura Polacca a Roma


In occasione della quindicesima edizione del festival culturale CORSO POLONIA, l'Istituto Polacco di Roma è lieto di presentare al pubblico le esposizioni:


Fotografie della Vistola dal
Museo sulla Vistola di Kazimierz Dolny

(8 giugno – 31 luglio)
e
Jan Michalak
NELLA CITTÀ DI KAZIMIERZ DOLNY

(8 giugno – 30 settembre)

Inaugurazione
Giovedì 8 giugno 2017 - ore 19.00 

Istituto Polacco – Via Vittoria Colonna 1, Roma


Le mostre resteranno aperte con i seguenti orari:
lunedì – giovedì, 10 – 17
Su appuntamento (+39 06 36004641)
Ingresso libero



Fotografie della Vistola dal
Museo sulla Vistola di Kazimierz Dolny

Il Museo sulla Vistola di Kasimierz Dolny possiede diverse succursali a Kazimierz Dolny e nei suoi dintorni.
Le fotografie presentate all'Istituto Polacco di Roma mostrano la ricchezza della natura di uno dei più bei tratti dell'ultimo lungo fiume selvaggio d'Europa, e costituiscono una parte dell'esposizione contenuta presso la succursale Museo di Bellezze Naturali, che ha sede in un granaio della fine del XVI secolo. Il Museo raccoglie e cura collezioni con reperti geologici, paleontologici, botanici e zoologici, provenienti principalmente dal terreno Parco Paesaggistico di Kazimierz.
Palazzo Celejowski è uno degli edifici antichi più preziosi in Polonia e costituisce un esempio della piena fioritura dell'architettura borghese. Il maggior pregio di questo palazzo è la facciata principale con l'enorme attico (oltre 1/3 dell'altezza dell'intero edificio) con la ricca decorazione ornamentale e figurativa. Le forme della decorazione sono state tratte dal repertorio del sommo scultore italiano Santi Gucci e dei suoi seguaci. Il palazzo sorse prima del 1635, quando l'architettura della città raggiunse il suo maggior livello.
La Casa dei Kuncewicz, detta anche „Villa dello scoiattolo", è stata costruita nel 1936. Apparteneva alla scrittrice Marii Kuncewiczowa e a suo marito Jerzy, avvocato, letterato e politico del movimento popolare. Attualmente è sede della Sede Letteraria del Museo sulla Vistola. È anche luogo per esposizioni di preziosi mobili, quadri di artisti legati a Kazimierz Dolny del periodo delle colonie artistiche, straordinari souvenir portati dai Kuncewicz dai loro viaggi in terre lontane, foto di famiglia e materiali d'archivio.
Il Museo dell'Arte Orafa è l'unica istituzione di questo tipo in Polonia che presenta oltre 1000 anni di storia dell'arte orafa polacca. La collezione raccoglie circa 2000 oggetti, prodotti dell'arte tanto antica quanto contemporanea.
Il Castello di Janowiec sulla Vistola, eretto all'inizio del XVI secolo, è stato la sede delle famiglie magnatizie dei Firlej, Tarło e Lubomirski. Alla sua costruzione sono legati alcuni eccelsi architetti e scultori: Santi Gucci Fiorentino, Giovanni Battista Falconi e Tielman van Gameren. Attualmente nelle tre sale al piano terra sono esposti alcuni oggetti della storia del passato del castello, appartenuti ai diversi suoi proprietari. Le attrazioni si dipanano a più livelli, dal meraviglioso chiostro alla splendida vista sul cortile del castello e sulla valle della Vistola.

Jan Michalak
Nella città di Kazimierz Dolny

La mostra Nella città di Kazimierz Dolny di Jan Michalak, come gran parte della ricerca dell'artista, ruota attorno alla sua città nativa: Kazimierz Dolny. Situata sulla riva della Vistola, nella regione Lubelskie, questa cittadina è considerata uno dei borghi più suggestivi e vivaci della Polonia. Fin dagli anni '20 del secolo scorso scrittori, poeti e pittori cercano di definire il genius loci di Kazimierz esplorandone leggende e fatti, realtà e sogni. Jan Michalak è cresciuto in una famiglia che ha contribuito in modo particolare a scrivere la storia culturale di questa città, la famosa famiglia di artisti Michalak. Jan (nato nel 1979) coltiva le tradizioni e le ricerche delle generazioni precedenti in un'ottica innovativa. Come i suoi avi è un pittore, ma ama a volte far ricorso ad altri mezzi di espressione per potenziare l'effetto della pittura, che rimane il suo linguaggio privilegiato.
Per la mostra romana, che inaugura l'edizione 2017 del Festival Corso Polonia, dedicato quest'anno proprio alla Vistola, l'artista ha creato un vero e proprio "panorama" di Kazimierz Dolny, fatto di quadri ad olio, sculture e brevi video. L'idea dell'artista è di guidare il visitatore nel mondo della cittadina polacca. Jan Michalak ottiene quest'effetto  grazie a uno strabiliante gioco con le prospettive – così caratteristico per le sue opere – e un uso virtuoso delle sfumature coloristiche. Come scrive la critica Malgorzata Dorna, la sua pittura si colloca tra colorismo ed espressionismo, caratterizzandosi per un linguaggio proprio, le cui componenti sono l'uso dell'impasto (tessitura densa, colore pastoso), la semplificazione delle forme, il contorno multicolore e le macchie di luce piatte. Tale effetto è ottenuto anche grazie alle colorazioni – sempre rigorosamente preparate da lui – realizzate diluendo pigmenti puri con olio di lino.
Giocando con le prospettive l'artista dipinge l'essenza della città, la sua anima, con la quale si intuisce il suo profondo legame emotivo. E così dalle tele emergono la città onirica, il suo intrigo di angoli e scorci, le immagini della quotidianità e soprattutto l'architettura urbana, presentata sempre in modo simbolico ma molto preciso e coerente. Nei quadri di Jan il tempo è indeterminato, quasi sospeso.
Il viaggio nel cuore di Kazimierz Dolny è condotto anche attraverso una vera e propria installazione panoramica, con sculture e modelli architettonici di legno, stilisticamente coerenti con i quadri che rappresentano l'impianto della città e i suoi elementi più importanti. 


Corso Polonia, in programma dall'8 al 24 giugno in diverse location della Capitale, è un'iniziativa realizzata dall'Istituto Polacco di Roma in collaborazione con l'Ente Nazionale Polacco per il Turismo.
 
Maggiori informazioni: 06 36 000 723 segreteria@instytutpolski.org
Sito web ufficiale: http://www.istitutopolacco.it/event/corsopolonia2017/
FB: https://www.facebook.com/istitutopolaccodiroma/


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